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martedì 12 ottobre 2010
Città Intelligente
Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale
Vi siete mai chiesti perché i precari e gli "imprenditori di se stessi" che pagano a suon di immani fatiche contributi nella gestione separata Inps non hanno accesso alla simulazione della loro pensione futura come avviene con gli altri lavoratori subordinati?
A dare risposta a questa annosa domanda ci pensa Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps, a margine di un congresso: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale".
Un ottimo successo per le criminali politiche neoliberiste che attivate da governi di centrodestra e fatte progredire con quelli di centrosinistra in Italia hanno contribuito a creare sperequazione sociale, mobbing diffuso e quasi legalizzato, instabilità lavorativa e reddito insufficiente per giovani e meno giovani che si sono affacciati sul mercato del lavoro negli ultimi 15 anni.
In pratica questi "parasubordinati" non avranno la pensione. Pagano salatissimi contributi affinché l'Inps possa pagare la pensione a chi la maturerà nella gestione ordinaria. Stando ai dati ufficiali per i precari che avranno lavorato 40 anni di fila senza perdere neanche un anno di contributi, la pensione non arriverà alla minima!
Come affrontare l'amara verità? Nascondendo ai lavoratori le simulazione, sperando che non se ne accorgano e che non abbiano la forza di scatenare noie dal punto di vista dell'ordine pubblico. Tanto i precari sono già impegnati a sopravvivere di stenti per occuparsi anche del loro futuro.
In ogni caso il tappo esploderà. Prima o poi esploderà. E non sarà piacevole per chi si troverà a governare la politica (complice trasversare e privilegiata di questa situazione) e la previdenza sociale.
martedì 28 settembre 2010
Unlock di iPhone 4 ora disponibil
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Il video lo troverete cliccando sul titolo del post.
lunedì 20 aprile 2009
terremoto
riporto uno spezzone del libro gommora di saviano
.Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani,le dita e i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri,parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila che depredavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto.
ORA QUELLA SABBIA è NELLE PARETI DEI CONDOMINI ABRUZZESI,NEI PALAZZI DI VARESE,ASIAGO E GENOVA. Ora non è più il fiume che va al mare ma il mare che entra nel fiume..."
venerdì 13 febbraio 2009
samsung telefono ecologico
giovedì 29 gennaio 2009
Si sono abbassati i tassi dei mutui..ma la rata?
Se chiedi alla banca ti risponde di esser pazienti. E perché?
Le ragioni sembrano esser 2:
Primo per i mutui con Euribor a 3 mesi la maggior parte delle banche adeguano le rate sulla base della media del trimestre antecedente l’ultimo.
Quindi probabilmente solo tra aprile e Giugno 2009 le rate si abbasseranno per adeguarsi ai tassi di dicembre e Gennaio.
Secondo, il tasso che la banche applicano tra di loro, Euribor è una decisione tra di loro. E’ vero che subisce l’influenza del tasso BCE ma mediamente il tasso Euribor è stato più caro del tasso BCE di circa 0,4/0,5 % che su un mutuo di 150.000 genera un maggior costo di 9.000 euro in 30 anni.
Da alcune fonti sul web, sembrerebbe che qualcuno abbia pensato di segnalare la sigla Euribor all’authority per pubblicità ingannevole; esso è un indicatore diverso e non legato alla UE; il nome però induce , quasi tutti,a pensare che tale sistema sia legato all’andamento dell’euro, ma cosi non è, essendo semplicemente un accordo tra banche.
Si perde cosi facendo, l’impatto positivo previsto nel mercato finanziario e principale obiettivo previsto dalla BCE per ripristinare la fiducia.
Sul futuro ci si aspetta, secondo le indicazioni di Trichet, una nuova revisione durante il prossimo appuntamento importante ,che coinciderebbe con la riunione BCE del mese di marzo.
Da qui a pensare di vedere ancora un altro taglio dei tassi d’interesse, vi è un breve passo. Potrebbe esserci una riduzione al 1,75% o forse anche all’1%.
Il che significa, visti i tempi delle istruttorie di mutuo (tra i 20 e i 45 giorni dalla prima richiesta al rogito) che il momento ideale per procedere è proprio ora!
Secondo studi, la soluzione migliore oggi è un mutuo a Tasso fisso o variabile, legato al tasso BCE.
martedì 27 gennaio 2009
Crisi, la lista di tutti i veri responsabili
Numero uno: Bill Clinton. L'ex presidente USA, secondo il Guardian, si meriterebbe infatti "una parte di colpa per l'attuale caos dei mercati finanziari". "Ha rimpolpato il Community Reinvestment Act per permettere alle banche di offrire mutui ai settori più svantaggiati della società. Poi, nel 1999, ha abrogato la legge che teneva distinte le banche d'investimento dalle banche commerciali: dando inizio all'era dei subprime". Questo tipo di mutui, dice il Guardian, passò infatti dal 5% del totale - quando era in vigore il Glass-Steagall Act - al 30% - dati relativi alla vigilia del credit crunch.
Se Clinton viene bollato come il precursore della Grande Crisi, è George W Bush a passare alla storia come il presidente che ha fatto "poco o niente per frenare i mutui erogati a chi non poteva permetterseli". Ma è il primo ministro britannico Gordon Brown a finire al secondo posto di questa specialissima classifica. "Brown - attacca il Guardian - sembra sia rimasto completamente abbagliato da movimenti e piroette della City di Londra, favorendola rispetto ad altri settori dell'economia, come l'industria. Ha sostenuto la regolamentazione "leggera" e ha avallato un regime fiscale favorevole ai banchieri stranieri domiciliati nella capitale". Un modo di fare che è stato spesso messo in relazione con il boom immobiliare londinese.
Altro sorvegliato speciale sarebbe Mervyn King, il governatore della Banca d'Inghilterra. Colpevole di aver sbagliato completamente la politica monetaria della Gran Bretagna. "Quando King è approdato alla Bank of England - sottolinea il Guardian - l'economia britannica era in salute: il PIL cresceva del 3% e l'inflazione era all'1,3%. E come prima cosa ha tagliato i tassi d'interesse a livelli del dopo guerra: 3,5%". King, insomma, prima non avrebbe visto la bolla enorme del settore immobiliare, e l'avrebbe alimentata. Poi, a bolla esplosa, non si è reso conto della sua gravità, e non ha reagito con sufficiente celerità, lasciando i tassi a livelli stellari troppo a lungo. Quando la crisi è scoppiata, ricorda il Guardian, King ha insistito che non sarebbe tracimata su un piano globale. Una visione, tutto considerato, quanto meno miope.
A far compagnia ai politici ci sono comunque molti esponenti della casta finanziaria mondiale. In testa a tutti Dick Fuld, ex AD di Lehman Brothers. Ma anche Abi Cohen, stratega americano di Goldman Sachs, e Kathleen Corbet, ex AD di Standard&Poor's. Ma il vero "padrino" della crisi, per il Guardian, è Alan Greenspan, capo della Fed dal 1987 al 2006. Colpevole di aver difeso e incoraggiato il mercato dei subprime e dei derivati. Ovvero il cancro che sta infestando i mercati finanziari in tutto il globo.
giovedì 15 gennaio 2009
tasso bce al 2% banche dove siete?
Costo del denaro, Bce taglia ancora
Tasso al 2%, è il minimo storico
FRANCOFORTE - La Banca centrale europea ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto percentuale portando il tasso principale di Eurolandia dal 2,50% al 2%, il minimo storico segnato il 5 giugno del 2003. Lo ha deciso oggi il Consiglio direttivo dell'istituto centrale a Francoforte. La decisione era ampiamente attesa dal mercato.
Alla luce della decisione odierna, il tasso sui depositi scende quindi all'1% e quello marginale al 3%. Il differenziale fra il costo del denaro negli Stati Uniti e quello nell'Eurozona si attesta sul 2%, tenuto conto che la Fed ha praticamente azzerato il tasso sui Fed Funds fissando un range compreso tra zero e 0,25%.
mercoledì 14 gennaio 2009
Mutui La Fregatura Delle Banche
ROMA - Dopo le 'rinegoziazioni truffa' e le 'surroghe impossibili' per i risparmiatori si profila un nuovo motivo di delusione sul fronte dei mutui. Da quest'anno tutte le banche dovranno offrire ai loro clienti mutui indicizzati al tasso Bce. Ma quella che era attesa come un'opportunità di risparmio rischia di diventare l'ennesima occasione mancata. Non solo in diversi casi non si risparmierà nulla, ma si rischia di spendere anche di più, a causa di spread eccessivi che per alcuni prodotti arrivano a superare il 2%. E, ricorda Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, "se un variabile ha uno spread di partenza troppo elevato in un periodo di discesa dei tassi non ci si bada, però appena i tassi ricominciano a salire pesa come un macigno". Lo spread alto, si difendono le banche, non è però una scelta arbitraria, ma riflette il costo del denaro, particolarmente alto in un momento di crisi come quello attuale: "La crisi di liquidità fa sì che per la banca il costo da pagare per approviggionarsi sul mercato sia anche superiore all'Euribor. E' il costo del rischio, al quale poi si aggiungono i costi operativi", spiega Luciano Ambrosone, responsabile finanziamenti privati del Gruppo Intesa SanPaolo.
Spread oltre il 2%. L'introduzione obbligatoria di mutui indicizzati al tasso Bce, chiesta con forza da tempo dalla Banca d'Italia, è stata introdotta dal decreto anticrisi (dl 29/11/08 n.185) e accolta con soddisfazione dalle associazioni dei consumatori. L'entusiasmo però è durato poco: le prime offerte sul mercato non sono particolarmente convenienti, intanto perché l'Euribor, il tasso di mercato al quale sono agganciati al momento i mutui a tasso variabile, si è ormai praticamente allineato al tasso Bce. E poi perché le banche temono i rischi legati a un'indicizzazione diversa dall'Euribor, e quindi per farvi fronte hanno alzato lo spread (cioè la differenza tra il tasso di riferimento e quello applicato al cliente). In alcuni casi si arriva addirittura oltre il 2%, mentre al contrario i migliori spread sull'Euribor sono leggermente al di sotto dell'1%.
Ma ci sono anche le banche 'virtuose'. Per alcune banche la differenza è minima: Ing Direct applica solo una differenza di 0,25 punti tra lo spread dei mutui indicizzati all'Euribor e quello del nuovo mutuo (che dal 14 gennaio offrirà in via esclusiva, accanto ai finanziamenti a tasso fisso). Ma per Bancoposta, per esempio, la differenza è di un punto percentuale: spread dell'1,25% per i mutui legati all'Euribor, del 2,25% per quelli indicizzati al tasso Bce. Banca Etica ha optato per una differenza dello 0,50%. Bpm, la prima banca a lanciare, alla fine dell'anno scorso, il variabile indicizzato al tasso Bce, l'Euromutuo, applica al momento uno spread dell'1,50%.
I primi prodotti disponibili. Il sito Osservatorio Finanziario ha effettuato una prima analisi dei prodotti disponibili, calcolando il tasso finale. L'Euromutuo della Bpm al momento è al 3,80%, Bancoposta arriva al 4,75% contro il 4,1% del tasso variabile indicizzato all'Euribor, Domus Bce di Intesa SanPaolo arriva a circa il 4%, come il mutuo Bce di Unicredit Banca per la Casa.
Il precursore. In effetti il mutuo variabile indicizzato al tasso di sconto non è una completa novità per il mercato italiano. La BCC (banca di credito cooperativo) San Marzano di San Giuseppe, una piccola banca pugliese che conta nove filiali (a breve 10, distribuite tra la provincia di Brindisi e quella di Taranto) offre un prodotto di questo tipo da oltre 10 anni: "Prima dell'euro applicavamo il tasso ufficiale di sconto. - spiega il direttore generale Emanuele Di Palma - L'abbiamo sempre ritenuto il tasso più stabile, e infatti l'anno scorso i nostri clienti non hanno sofferto come quelli delle altre banche". Tuttavia in questo momento l'offerta della banca è di un mutuo con spread del 2%: "E' alto - ammette Di Palma - ma il risultato è un variabile con tasso del 4,50%. Del resto i nostri vecchi clienti sono al 3,50%, un tasso ridicolo. In questo momento consigliamo piuttosto il nostro fisso, al 5%".
Stesso risultato per Bce ed Euribor. Ancora diversa la scelta di Banca Sella: "Lo spread per entrambi i tipi di mutuo a tasso variabile, quello indicizzato all'Euribor e quello indicizzato al tasso Bce, verrà stabilito di mese in mese in modo che il tasso finale risulti il medesimo. Non vogliamo favorire la scelta di un parametro piuttosto che di un altro sulla base della convenienza del momento. - spiega Alessandra Pissinis, responsabile commerciale crediti Gruppo Banca Sella - Dobbiamo pensare che il mutuo durerà 20 o 30 anni, e i tassi in questo lungo margine di tempo si muoveranno in maniera diversa. Infatti adesso il tasso Bce è più conveniente, e lo è stato in misura decisamente maggiore nei mesi precedenti, ma ci sono stati dei periodi nei quali è avvenuto il contrario".
La legge chiede tassi "in linea". La scelta di Banca Sella è perfettamente allineata a quanto prevede il decreto anticrisi: "Il tasso complessivo applicato in tali contratti è in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte", dispone l'art.2. Certo, i vantaggi sperati a favore del cliente non ci sono. Da calcoli forse ingenui sui benefici dell'indicizzazione al tasso Bce venivano fuori risparmi considerevoli per le famiglie. In un'intervista del 31 ottobre a Sky Tg24 Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato della Bce, faceva notare come "se i cittadini pagassero un tasso indicizzato non più all'Euribor ma al tasso della Bce che attualmente è 3,75% invece del 5% sarebbe un bel sollievo".
Ora l'Euribor è allineato alla Bce. Ma il periodo al quale si riferiva Bini Smaghi è stato un periodo di eccezionale 'disallineamento' tra i due tassi: la Bce aveva operato i primi tagli, ma la riduzione non veniva recepita dal mercato che, investito dalla crisi, temeva il peggio. La crisi c'è ancora, ma piano piano si è arrivati a un quasi allineamento tra i due tassi: nell'ultima rilevazione (del 13/01/08) l'Euribor a tre mesi (al quale di solito vengono indicizzati i mutui a tasso variabile) è al 2,65%, contro un tasso Bce del 2,50%.
La convenienza? Un equivoco. Una differenza davvero minima, che fa apparire decisamente pretestuosa la scelta verso la quale sembrano orientarsi la maggior parte delle banche, di applicare ai mutui indicizzati al tasso Bce uno spread di gran lunga maggiore rispetto a quello applicato ai mutui a tasso Euribor. "Le nuove condizioni praticate dalle banche - denuncia Adiconsum - non solo non rispettano lo spirito della legge che vuole essere un aiuto concreto alle famiglie in diffficoltà, ma lo stesso testo che prevede espressamente che le due tipologie di mutuo debbano essere in linea". "Probabilmente i sostenitori del tasso Bce - dice Anna Vizzari, consulente di Altroconsumo - sono stati confusi dal forte scostamento tra i due tassi dovuti alla crisi degli ultimi mesi".
L'Abi: "Spread maggiorati? Scelta obbligata". Lo spread maggiore per il tasso Bce, spiega l'Abi, è una scelta inevitabile: "Le banche di fronte a questa situazione devono fare un prezzo considerando il rischio sottostante. Per erogare un mutuo gli istituti di credito non si finanziano solo dalla Bce, attingono soprattutto al finanziamento interbancario. Ecco perché la banca deve coprirsi dai costi del rischio dell'intermediazione, che sono maggiori". In definitiva, se le banche si finanziano a tasso Euribor ed erogano mutui a tasso Bce rischiano forti perdite. E allora si coprono contro questo rischio applicando uno spread più alto. "Il guadagno della banca è quello sullo spread, non certo sul tasso d'interesse. E comunque bisogna ricordare che anche i mutui indicizzati al tasso Bce sono variabili, non mettono certo al riparo da variazioni future", conclude l'Abi.
"Siamo legati ai costi di mercato". I costi di approviggionamento delle banche, spiega Ambrosone di Intesa SanPaolo, spesso sono anche superiori all'Euribor: "La differenza che c'è tra lo spread applicato al tasso Euribor e quello applicato al tasso Bce (per noi al momento è di circa lo 0,40%: 2,15% per il tasso Bce e 1,75% per l'Euribor) è data dalla diversità del costo sottostante. Lo spread è una misura che, oltre a quantificare quanto la banca guadagna, ha alla base il costo della liquidità, che non è rappresentato dall'Euribor, è qualcosa di più. E' il costo del rischio, poi ci sono i costi operativi. Dopodiché possiamo anche fare lunghe discussioni sul fatto che non avere in Italia penali di estinzione anticipata seppur minime abbia un riflesso sullo spread". E comunque, aggiunge Ambrosone, "la contrattazione commerciale con il cliente porta spesso ad abbassare lo spread", purché la banca ritenga di avere garanzie sufficienti per farlo.
I pro e i contro della scelta del tasso Bce. Ma al di là di una convenienza economica che era solo immaginata, il mutuo ancorato al tasso Bce è una scelta ragionevole per altri motivi, a cominciare dalla maggiore stabilità? "Se si fa un variabile adesso c'è uno spread molto elevato, che il mutuatario si porterà appresso anche quando i tassi ricominceranno a salire. - osserva Anedda, di MutuiOnline (il più consultato broker on line del settore) - Non illudiamoci che i tassi rimangano a questo livello: il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha detto più volte che considera 'accomodante' anche un livello di tassi tra il 3,50 e il 4%".
"In qualche caso in questo momento i mutui agganciati al tasso Bce sono più convenienti - dice Francesca Tedeschi, responsabile del sito Osservatorio Finanziario - Noi abbiamo analizzato per esempio il mutuo variabile del Monte dei Paschi di Siena: ha un tasso finito del 4,35% se agganciato all'Euribor e del 4,05% se agganciato al tasso Bce, quindi il secondo è più conveniente". Soprattutto se si considera che il tasso Bce scenderà ancora sicuramente: un nuovo taglio è atteso breve, anche se l'Euribor, basso come non mai, sembra già aver recepito la previsione. Tuttavia, secondo Tedeschi, poiché il mutuo è destinato a durare a lungo, a fronte di prezzi delle case troppo alti per chi vive di solo salario, "il mutuo migliore è quello a tasso misto, rivedibile periodicamente con una clausola di rinegoziazione gratuita".
Altroconsumo: "Analizzare l'andamento storico". "La scelta del mutuo deve essere valutata considerando tutte le spese, anche eventuali assicurazioni sulla vita obbligatorie, per esempio. - dice Anna Vizzari, di Altroconsumo - In un periodo di crisi come quello di fine 2008 il tasso Bce era sicuramente preferibile, però se si guarda all'andamento dei due tassi, Bce ed Euribor, negli anni, si scopre che è molto simile, e che spesso anzi l'Euribor anticipa la discesa del tasso di sconto, come sta per esempio avvenendo in questi giorni".
lunedì 12 gennaio 2009
palm sfida apple

LAS VEGAS - I guai della Apple sono appena cominciati e non dipendono tanto dalle condizioni di salute del suo CEO Steve Jobs, molto discusse quest'anno al MacWorld, quanto dal lancio del Palm Pre. Ultima creatura smartphone della Palm Inc., casa di Sunnyvale, il Pre è il primo telefono cellulare che può seriamente sfidare il primato della coolness (della novità), detenuto dall'iPhone nel campo della telefonia mobile. Lo ha presentato proprio oggi, al Consumer Electronics Show di Las Vegas, Ed Colligan, CEO della compagnia, in una affollatissima conferenza-spettacolo che rammentava a tratti i keynote di Steve Jobs. Il debutto nei negozi è previsto entro la prima metà dell'anno negli Stati Uniti.
Dopo aver smarrito il lustro che l'aveva contraddistinta dall'introduzione del primo personal digital assistant (il celebre Palm Pilot), la Palm sembra aver ritrovato la creatività e il genio che gli avevano permesso di diventare l'azienda da battere, prima nel campo dei PDA e poi nel campo degli smartphones. Sua la linea dei telefoni di ampia versatilità come i TREO che includono svariate funzioni software e soluzioni hardware concepite ad hoc per la telefonia mobile.